Guardia Sanframondi: I Riti Settennali

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Titolo corretto: Riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta

Brevi cenni storici
Il documento storico più antico inerente ai riti settennali di Guardia Sanframondi risale al 1620 anno in cui dopo una grave carestia la popolazione decise di portare in processione la Madonna Assunta, processione regolata successivamente da un vero e proprio contratto stipulato fra gli eletti dell’Universitas ed i Padri di San Filippo Neri il 23 maggio 1654.
Riti simili a quelli di Guardia sono comuni anche ad alcuni paesi limitrofi come San Lorenzo Maggiore dove si svolge la processione del venerdi santo con i flagellanti.
Da un atto del marzo 1702 conservato nella Curia diocesana di Cerreto Sannita si apprende che nelle processioni, i confratelli della Madonna del Pianto di Cerreto Sannita, usano vestire il sacco con il cappuccio per battersi e mortificarsi con la frusta o con la disciplina.[wikipedia]

Parlando un po’ in generale con le persone, non del posto, ma che comunque conoscevano l’esistenza di questi riti, le frasi che si ripetevano erano del tipo:
“Ma quale religione, quelli sono masochisti, a loro piace farsi del male, ne godono.”
“Ma è tutta finzione.”
“Ma saranno quattro esaltati.”
Facciamo chiarezza:
I riti settennali durano un’intera settimana, ma tutti parlano sempre e solo dei battenti. Il lunedì successivo il 15 agosto d’ogni sette anni i quattro rioni di Guardia Sanframondi (Croce, Portella, Fontanella e Piazza) con una rigorosa sequenza organizzano due processioni ciascuno, la prima detta di ‘penitenza ‘, la seconda denominata di ‘comunione ‘.

La domenica tutti i rioni partecipano e danno vita alla lunga processione generale che vede anche la partecipazione dei battenti.
C’è chi ha partecipato scalzo (c’erano 35°C all’ombra, e l’asfalto su cui camminavano era nero e sotto il sole pieno delle 13).
C’è chi ha partecipato indossando corone di spine
e poi ci sono i battenti, dietro al mistero di San Girolamo Penitente. Tutti resi anonimi dai cappucci, ma visibilmente umani dai gesti, dal tremore dopo ogni colpo autoinferto, dal sangue che sgorgava, dagli occhi sofferenti che si intravedevano. Il linguaggio del corpo parlava di persone sofferenti, non di masochisti divertiti.
E’ tutta finzione? No, non credo. Nulla di più vero del sangue visto sgorgare.
Quattro esaltati? In questa edizione si sono contati più di mille tra battenti e flagellanti, e sicuramente non tutti della zona, visto le ridotte dimensioni del paesino in cui si svolgono questi riti.

Esperienza sensoriale ed emotivamente coinvolgente…

TATTO:

o meglio contatto, con persone, tante, tantissime (90.000) anche solo per arrivare nel luogo che avevamo programmato. Alcune parti del percorso completamente bloccate da ingorghi umani di persone che volevano assistere alla processione.

GUSTO:

nell’attesa dell’inizio, taralli e vino locale non potevano che accompagnare degnamente.

VISTA:

ho indegnamente provato a raccontare, a mostrare, quello che si vedeva da persona comune. Tutto è raccolto nella galleria fotografica in fondo alla pagina.
Quello che non si può vedere dalle foto è la sofferenza dei penitenti che traspariva dagli occhi semichiusi, strizzati, bassi, appena visibili al di là dei minuscoli fori nei cappucci.

OLFATTO:

durante la processione dei misteri nulla, ma all’arrivo dei battenti, il vino che usavano per bagnare le spugne, misto all’odore di sangue, diventava predominante. L’aria si infittiva, si addensava, sembrava diventare ancora più difficile per loro camminare, andare avanti.

UDITO:

forse la cosa più impressionante, il silenzio. Un silenzio durato tutta la processione, rotto solo dalle preghiere dei battenti e flagellanti.
Tutte le migliaia di persone l’hanno attentamente rispettato, non volava una mosca, si parlava sottovoce anche lontano dal percorso della processione.

 

Note tecniche per: Guardia Sanframondi: I Riti Settennali

Camera: Nikon D7100
Obiettivo: Nikkor 18-300 DX f3.5-6.3 VR [versatilissimo in queste circostanze]
Zaino: Manfrotto MB SSC3-1SW

Di seguito due gallerie, la prima, con gli scatti che preferisco; la seconda per raccontare un po’ tutto il resto della processione.

Selezione

Il resto della processione generale

4 risposte

  1. Lina Mauro

    Splendidi scatti. Complimenti. Peccato non poter immortalare il silenzio. Il rispetto dimostrato da 90000 anime, non tutte credenti, ma emozionate , toccate, investite, travolte da da un rito unico al mondo.

  2. Enrico mancinelli

    Grazie per questo resoconto. Splendida descrizione e bellissime foto. Un saluto dall’Australia.

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